Diario di politica, società e non solo

Il Gambero

Verrebbe da pensare che l’hanno messo parte, è come il “capitone” a Natale, si agita come un matto per non finire in pentola e fare una brutta fine.

Quindi dagli al Governo contro “l’uso della forza”, ma nello stesso tempo “Buono il piano, buona la scelta di Bertolaso”, ovviamente aderisce a quello che gli fà comodo, ma poi sul come raggiungere l’obbiettivo meglio spuntare le armi. «Non penso si possa mettere in carcere chi manifesta. In Italia è prevista la libertà di espressione delle proprie opinioni, la libertà di manifestare, a meno che non vengano compiuti dei reati specifici. E in quel caso ci sono le pene previste dal codice penale». E si, ma nel frattempo mentre aspettiamo la giustizia italiana, le discariche e i termovalorizzatori quando si faranno? Ovviamente tra le righe, la speranza di un fallimento è nelle sue speranze, per riavere credito e poter colpire Veltroni, che a suo giudizio sparge troppo «incenso» attorno a Berlusconi.

E se questo non bastasse. Marcia indietro “compagni”, e dagli con una bella picconata alla Chiesa cattolica, colpevole di uno spostamento sulla bilancia politica, verso il centrodestra. Viva le bandiere al vento della laicità. Ma è lo stesso D’Alema che nel 2002, presidente di Ds, dichiara : («un evento grandissimo, la Chiesa è la grande realtà di oggi con cui ci dobbiamo misurare» ed eravamo alla beatificazione di Escrivá de Balaguer, il fondatore dell’Opus Dei). Tutto questo, perchè in puro stile dalemiano, bisogna scaricare in buona parte la colpa della perdita delle elezioni sui cattolici del ex Ppi, rei di essere stati incapaci nell’ evitare lo smottamento verso destra dei cattolici. Il tutto per cercare di chiuderli in una riserva, e riprendere a sventolare bandiere alla sinistra del Pd. Bisognerà pur distinguersi, in questo Pd appiattito.

Infatti, gli occhiolini ai vari Vendola, Giordano e Bertinotti, si sprecano, ovviamente i “colorati” dell’Arcobaleno l’hanno eletto a “santo”, nella speranza di evitare che il duo Berlusconi-Veltroni sbarrino un loro rientro, innalzando le soglie di sbarramento all’ Europee. Veltroni che è visto, dalla steppa dove sono finiti quelli dell’Arcobaleno, come un novello Gengis Khan, reo di volersi annettere anche le loro misere forze.

Povero D’Alema, queste sono le armi spuntate che gli sono rimaste, per cercare di recuperare quel consenso, perso all’interno del suo stesso partito, e come il “capitone” si sbatte, e mette in atto tutte le sue arguzie per non finire in pentola. Ma qualcuno dovrà pur dirglelo, che i tempi son cambiati, e che il comunismo ha rassegnato le “armi” il secolo scorso.

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Commenti su: "A scarpe strette, rimette i panni “Del Vecchio Comunista”" (2)

  1. Hai ingaggiato una sfida con Camelot a chi è più antidalemiano, Shadang?! ,-)

    Comunque, hai ragione: ‘sta facendo lo stronzo! ma che altro potrebbe fare, ora come ora?

    Mica sono bravi tutti come Veltroni a cambiare pelle nel giro di qualche settimana, no?

    Bel post, in ogni caso. Complimenti!

    Ciao!

  2. shadang ha detto:

    Risposta a Paraffo:

    No nessuna sfida, diciamo che ambedue non ci fidiamo di D’Alema. Cambiar pelle mi porta a ricordi non piacevoli, mi accontenterei, e non solo lui, se prendessero atto che i tempi son cambiati, oggi ci vuole trasparenza… 🙂

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