Diario di politica, società e non solo

Se questo non è parlar chiaro

Forse qualche nostro politico potrebbe imparare qualcosa.

Peter Howard Costello (Melbourne14 agosto 1957)  Italo-Australiano. È stato vice-presidente del Partito Liberale dell’Australia dal 1994 al 2007 e Ministro del Tesoro dal 1996 al 2007, divenendo così il Tesoriere ad aver ricoperto la carica più a lungo nella storia australiana.

A pensare che in Australia da qualche mese, c’è un Governo di centro sinistra, e quindi c’è da restare impressionati dal realismo del Ministro.

« Non sono contrario all´immigrazione e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia. Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese e, a quanto sembra, anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire. L´idea che l´Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale. Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese. Noi parliamo l´inglese, non il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!

La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole. Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura. Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi. Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte. Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro.

Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo. Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere vi offriamo la possibilità di viverci al meglio. Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene. Se non siete felici qui, allora andatevene. Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene! Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al paese da cui siete partiti! Questo è il dovere di ogni nazione. Questo è il dovere di ogni immigrante.»

 Parole dure, difficili da accettare per certe parti politiche ” che non sentono l’orgoglio della nostra italianità”. Ma se vogliamo uscire dal labirinto, bisogna iniziare da qui.

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Commenti su: "Peter Costello: Quando si dice parlar chiaro" (3)

  1. Piccola nota: la separazione netta tra principi e credenze religiose e leggi e valori dello Stato è uno dei cardini del diritto occidentale dai tempi della Rivoluzione Francese. Sul recuperare orgoglio da italiani si può anche essere d’accordo, ma questa idea che “Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura.” è pericolosa, e anche molto. Che dovrebbe fare un ateo o un buddista che condivida i principi su cui si basa lo Stato, ma non sia per niente incline a seguire i precetti cristiani e anzi ne sia piuttosto scostato?

    Presupponendo, che tali principi siano separati come dovrebbero essere in uno Stato di diritto occidentale.

  2. shadang ha detto:

    Risposta a Luca:

    Mi sembra abbastanza chiara la risposta, la nostra radice culturale, e comunque di origine ebraico/cristiana, per la maggioranza della popolazione, questo non significa che chiunque altro non si possa vivere in Italia, o integrarsi credendo in quello che gli pare. Penso che la cosa principale, nella dichiarazione del Ministro, fosse un’altra:

    Non sono contrario all´immigrazione e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia.Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere vi offriamo la possibilità di viverci al meglio, basta che non ci create problemi.

    E comunque, il problema che tu poni per coloro che non sono inclini a seguire i precetti cristiani, non credo che la Chiesa, o lo Stato abbia mai imposto qualcosa, a qualcuno.

  3. O.T.: è rivato il post 😛

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