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Ahmadinejad a Roma : Isoliamo i criminali

 

L’iraniano Ahmadinejad, domani a Roma

dove lo attendono il vertice Fao e le polemiche sulla condotta internazionale del suo Paese. Ma il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad non placa la sua furia oratoria e torna all’attacco di Israele: “E’ alla fine e verrà presto eliminato dalle carte geografiche”.
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 “Il regime sionista criminale e terrorista – continua Ahmadinejad – ha una storia di 60 anni di saccheggi, aggressioni e crimini”. Poi, nello stesso discorso, profetizza la fine della potenza americana: “Il tempo delle potenze tiranniche è finito e con la vigilanza e la solidarietà tra i popoli, gli Usa e tutte le potenze sataniche se ne andranno e la giustizia arriverà”.

  

Queste persone vanno isolate, e non dovrebbe essergli concesso neanche di entrare in Paesi democratici.

Io appoggio l’iniziativa de Il Riformista: quest’uomo va fermato.

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Peter Costello: Quando si dice parlar chiaro

Se questo non è parlar chiaro

Forse qualche nostro politico potrebbe imparare qualcosa.

Peter Howard Costello (Melbourne14 agosto 1957)  Italo-Australiano. È stato vice-presidente del Partito Liberale dell’Australia dal 1994 al 2007 e Ministro del Tesoro dal 1996 al 2007, divenendo così il Tesoriere ad aver ricoperto la carica più a lungo nella storia australiana.

A pensare che in Australia da qualche mese, c’è un Governo di centro sinistra, e quindi c’è da restare impressionati dal realismo del Ministro.

« Non sono contrario all´immigrazione e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia. Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese e, a quanto sembra, anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire. L´idea che l´Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale. Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese. Noi parliamo l´inglese, non il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!

La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole. Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura. Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi. Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte. Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro.

Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo. Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere vi offriamo la possibilità di viverci al meglio. Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene. Se non siete felici qui, allora andatevene. Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene! Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al paese da cui siete partiti! Questo è il dovere di ogni nazione. Questo è il dovere di ogni immigrante.»

 Parole dure, difficili da accettare per certe parti politiche ” che non sentono l’orgoglio della nostra italianità”. Ma se vogliamo uscire dal labirinto, bisogna iniziare da qui.

Che ” bella” gente: La Top Ten

Questi “signori” sono le persone attualmente più “amate” dal loro popolo. E loro ricambiano risolvendo i problemi dei propri “cittadini” in modo “DEFINITIVO”.

Kim Jong-il

Kim Jong-il – Nord Corea – Al potere dal 1994 – Uno dei regimi più repressivi.

Omar Al-Bashir – Sudan – Al potere dal 1989. Un desposta atroce, colpevole di uno dei più grandi genocidi che la storia ricordi, il Darfur. Vittime certe 400.000, dispersi più di un milione.

Than Shwe – Myanmar (Birmania) – Al potere dal 1992 – Da questo paese le notizie arrivano con il contagocce. A seguito di una grande alluvione, che ha fatto migliaia di morti, si è rifiutato di fare entrare nel paese, aiuti internazionali, e quei pochi che sono arrivati, sono stati trafugati dai suoi sgherri.

King Abdullah – Arabia Saudita – Al potere dal 1995. Uno dei paesi più oppressivi nei confronti delle donne.

Hu Jintao

Hu Jintao – Cina – Al potere dal 2002. Una dura repressione nel Tibet, non rispetta i diritti umani, controlla i mass media facendo uscire solo notizie che dice lui., non rispettà la libertà religiosa.

Robert Mugabe – Zimbabwe – Al potere dal 1980, nel paese la disoccupazione è altissima, nonostante sia un paese ricchissimo di materie prime. Negli ultimi tempi, sta facendo un’altro imbroglio elettorale.

Sayyid Ali Khamenei

Sayyid Ali Khamenei – Iran – Al potere dal 1989. Dittatura islamica, dove ancora si eseguono impiccagioni pubbliche.

Pervez Musharraf

Pervez Musharraf – Pakistan – Al potere dal 1999. Ha sospeso la Costituzione pakistana.

<b>Islam Karimov</b>

Islam Karimov – Uzbekistan – Al potere dal 1989, e coinvolto nelle torture dei suoi cittadini.

Eritrea President Issayas Afewerki

Isayas Afewerki – Eritrea – Al governo dal 1991. Nessuna Costituzione,non esistono elezioni.

E ancora la lista continua, con questi altri “simpatici” signori, che come minimo considerano la “democrazia”, come un optional.

Muammar Gheddafi – Libia

Bashar al-Assad – Siria

Teodoro Obiang Nguema – Guinea Equatoriale

King Mswati III – Swaziland

Meles Zenawi – Etiopia

Aleksandr Lukashenka –  Bielorussia

Hosni Mubarak – Egitto

Raùl Castro – Cuba

Choummaly Sayasone – Laos

Idriss Déby – Ciad

Joshep Kabila – Repubblica Democratica del Congo

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