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A Salerno neanche li fanno arrivare!

Questo articolo che vi propongo, oltre a voler essere un’opportuno suggerimento per qualche sindaco, ha anche una sua triste comicità.

Salerno: Sgomberato campo nomade nei pressi dello Stadio.

Stamattina Carabinieri e Polizia Municipalizzata, sono prontamente intervenuti presso lo Stadio Arechi, per sgomberare l’accampamento di circa 20 persone, che si erano insediate con dieci roulotte.

Alcune di queste persone,appena arrivate,erano partite immediatamente verso il centro città, per svolgere attività di accattonaggio e lavavetri, e chissà cos’altro. Questo fenomeno a Salerno è stato quasi debellato, con una strenua lotta senza soste da parte delle forze dell’ordine, in modo da aumentare il grado di sicurezza del territorio.

La verità è che se arrivano a bordo di auto di grossa cilindrata e sfoggiano gioielli in oro massicio di un certo valore quasi sicuramente, sotto c’è qualcos’altro.

La prova del nove si avuta ieri, quando in un blitz dei carabinieri in un altro campo nomade, sempre nella stessa zona, hanno scoperto un pericoloso latitante e uno zingaro propietario di 400 auto.

I carabinieri proseguono le indagini per capire dove sono le auto e sopratutto per risalire a monte dell’organizzazione criminale che gestisce questi nomadi.

La comicità sta, che al sentire un nomade, i problemi sarebbero altri. Di sicuro non gli manca la faccia tosta. Certo che i problemi sono altri, ma loro sono uno di quei problemi.

Quindi una delle soluzioni, potrebbe essere questa, fare in modo che non mettano radici.

Agricoltura & Extracomunitari.

 

L’Agricoltura italiana, che è andata a rilento nella suo ammodernamento negli anni cinquanta del secolo scorso, negli ultimi decenni ha avuto un accellerazione, anche se non in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Infatti questo ha creato un ulteriore dualismo, tra le varie regioni.

Dal censimento dell’agricoltura del 2000, si nota però una drastica riduzione di aziende agricole (- 14%) rispetto al 1990. Nello stesso tempo si è verificato anche una forte diminuzione del territorio agricolo. (-12%). Nel 2005 c’è stato un’altra riduzione di aziende agricole, erano circa 1.728.532, mentre nel 2000 erano 2.593.090, con una diminuzione di territorio agricolo a 17.803.014 di ettari nel 2005, a fronte dei 19.607.094 di ettari del 2000. (Fonte: ISTAT, Censimenti generali dell’agricoltura italiana e Indagine sulle strutture delle aziende agricole 2005. * universo UE, comprende le aziende con più di un ettaro ed una produzione superiore a 2500 €).

Ora tralasciando tutta la parte tecnica, perchè questo post non lo vuole essere, si riscontra che importanti pezzi di territori agricoli di montagna e collina, sono stati abbandonati. Il problema nasce sopratutto, che era composto da microziende a conduzione familiare, e della scarsa capacità di adattamento delle nuove generazioni.

Ora l’Italia, da paese agricolo principe in Europa, sopratutto per certe tipologie di prodotti, compra all’estero tanti prodotti, che potremmo produrre di nostro. E tra l’altro li importiamo da nostri diretti concorrenti agricoli, come la Spagna, Grecia, Israele, Egitto e Tunisia. Tral’altro in tempi di globalizzazione, c’è un forte calo di prodotti agricoli sul mercato, e quello che si trova hanno prezzi impossibili.

A questo punto, c’è da chiedersi se non sia il caso, con una spinta Statale e Regionale, non incentivare il recupero dei terreni agricoli dismessi, con produzioni di biologiche, specifiche e di alto livello, e nello stesso tempo utilizzare mano d’opera extracomunitaria regolare, che comunque sono sul territorio, in modo da toglierli da una situazione di lavoro nero, e riavviare la produzione agricola. E sopratutto a Sud, potrebbe essere una chance nello sviluppare agriturismo, prendendo due piccioni con una fava.

La Spagna e il confine nel deserto, ad avercelo…

La Spagna e il confine nel deserto, ad avercelo…un confine del genere con la Libia, ma conoscendo gli Italiani, popolo con un cuore, non sarebbe servito a molto.

Oggi all’ Europarlamento, si discute dell’ Italia, ovviamente dietro richiesta del Pse, i bravi sinistri visto che sono rimasti con un’ unica “roccaforte”, quella spagnola, di dibattono come pesci fuor dall’acqua. Ovviamente la discussione ufficiale, sarà sui Rom in Italia. Poi poco importa se in altri paesi, la situazione sia più o meno simile, ma a quando pare la Viktoria Mohacsi, ungherese di origine rom, membro del gruppo dell’Eldr, ha fatto il suo bravo rapportino, dicendo che in Italia: “ci sono circa 120 mila Rom illegali, e 80 mila italiani che vivono male”, non contenta ancora dice: «sono fuggiti dalla Romania per lo più per scappare dalla fame e dalla miseria. E avrebbero per questo diritto allo status di rifugiati».

Ma gli è passato qualche volta per la mente a questa signora, che la Romania è in Europa? Quindi sarebbe più logico, mettere sotto accusa la Romania, e che l’Europa aiutasse questa gente nel paese di origine. E poi questi poveri cristi dovrebbero avere lo “status di rifugiati” ? Il che vuol dire che la Romania non è un paese democratico, quindi se non lo è come mai fa parte dell’Europa? Normalmente lo status di rifugiati, lo si da, sopratutto a chi scappa da una dittatura, o per problemi umanitari. Ma per la miseria, lo ribadisco, la Romania l’avete voluta in Europa, e ora preccupatevene a Straburgo. E poi, come mai lo stesso discorso, non lo va a fare ai francesi e a tedeschi? Francia e Germania, dove essere clandestini è un reato? Qui in Italia se solo parliamo di instituire il reato di clandestinità, apriti cielo. Praticamente tutti fanno i cazzi loro, e a quando pare solo l’Italia, deve accogliere tutti. Strana visione del mondo.

 E con questo torno alla Spagna:

In un paese normale, l’atteggiamento e le dichiarazioni dei ministri spagnoli, avrebbero come minimo avuto come risposta, il ritiro dell’ambasciatore. Qui invece gli mandiamo il ministro Ronchi per spiegare. Ma a chi? Ma stiamo scherzando? Ma ritiriamo subito Terracciano da Madrid, altro che guanti di velluto.

Inoltre, dalla Commissione Europea, che nel 2005 a messo sotto processo la Spagna per i tragici fatti di Ceuta e Melilla, dove l’8 e il 9 dicembre del 2005 una commissione europea andò a verificare i fatti che erano succesi, perchè l’anno prima la Guardia Civil aveva sparato sugli immigrati, ammazzandone 5 , e ferendone gravamente altri 45. Dove quotidianamente gente moriva o si feriva sul “muro”, nel cercare di entrare in Spagna.  Bene, dopo 3 anni stiamo ancora aspettando la condanna della Spagna. Siete matti, è meglio mettere sotto accusa l’Italia.

Che poi, per l’Europarlamento passi, che una “Ministra”, si permetta di infangare un leader europeo dicendo di “essere pronta a pagare un psichiatra a Berlusconi”, diventa quasi una cosa normale. 

Ovviamente tutta la storia, nasce da problemi interni alla Spagna,che qualche grosso problema con la Catalogna c’è l’ha, e quale occasione migliore  quella di “sviare” la popolazione inventandosi un nemico esterno. E a questo non è estraneo il fatto, che dopo il lassismo del Governo Prodi,  Bambi Zapatero “che è sotto controllo del partito socialista catalano”, sa che dei sei incarichi europei che attualmente la Spagna ha, molto molto presto ne dovrà cedere alcuni ad altri paesi, tra cui l’Italia. Altro che scontro sugli immigrati, qui è tutta una guerra di poltrone, che il povero Bambi sa già di aver perso, visto che gli equilibri europei, si sono spostati tutti verso il centrodestra.

Questo post è da leggere.
Se continuiamo a fare i buonisti, non faremo molta strada.

Attacco alla Italia, dalla Spagna:Si sono dimenticati di Ceuta.

 

Non è Guantanamo, ma Cetua!

Che una qualsiasi tizia spagnola, possa permettersi di dare degli xenofobi, razzisti e violenti, a noi italiani è quando dire.

Questa gente dimentica subito il proprio passato recente, quando il loro capo Zapatero, ordino di sparare contro gli immigrati a Ceuta. Come al solito la sinistra in qualunque parte del mondo milita, sente la propria superiorità morale, e solo loro sanno, quando si può o meno sparare sulla gente. Si preoccupassero dei problemi che hanno con l’Eta, piuttosto che venire a sindacare cosa facciamo nel nostro Paese.

Vorrei dire a questa signora, che stiamo ancora aspettando il contributo e l’intervento fisico dell’Europa, per quella che è la frontiera meridionale della Comunità Europea, che con grossi sforzi la nostra Marina, pattuglia giorno e notte, cercando di salvare quante più vite umane possibili, e non mettendo camice di forza, a quelli da rimpratriare a tutti i costi.

“Eccellentissima” Ministro Maria Teresa Fernandez de la Vega, su come si spara agli immigrati forse lei, potrebbe darci qualche lezione, ma tardi come siamo, non penso che impareremo facilmente. Che dice sarà grave?

 

 

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