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Tutti contenti per l’Ici. Ma?

Tutti contenti per l’abolizione dell’ ICI. Però c’è un
ma…

28 maggio 2008 – Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 124 il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 che dispone l’esclusione dall’Ici dell’abitazione principale, ad eccezione delle unità immobiliari di categoria A1, A8, A9.

 
Domanda alla Bertoldo dopo aver letto i giornali: perché non si consente ai contribuenti di scaricare l’Ici per la prima casa dalla dichiarazione dei redditi? I Comuni continueranno ad incassare l’imposta ed i cittadini pagheranno immediatamente meno tasse. Il tributo continuerà ad essere riscosso come avviene attualmente, tramite un meccanismo rodato negli anni; l’Amministrazione finanziaria non dovrà fare altro che ratificare la detrazione. Così, si eviteranno nuove procedure burocratiche, funzioni ad hoc, possibili abusi da parte delle municipalità che potrebbero chiedere allo Stato rimborsi maggiori del dovuto, ulteriori adempimenti alla popolazione (chi acquisterà o venderà l’abitazione principale nei prossimi anni, molto probabilmente, dovrà comunicare la variazione al Comune di residenza, affinché quest’ultimo possa poi “rivalersi” sull’Erario in modo da non perdere alcun gettito). Mah, forse per un semplice cittadino come il sottoscritto è troppo arduo capire le implicazioni di certe innnovazioni…

Infatti, ora vi chiederete dove è il problema, in verità sono più di uno:
1) Il gettito dell’ ICI, serve ai Comuni sopratutto per il finanziamento del sociale, come gli anziani, le strutture di assistenza per invalidi e portatori di handicap, e per la manutenzione di strade, e tutto ciò che permette il vivere civile di una comunità. Ora il Governo, nel momento che si dichiarava per l’abolizione dell’ ICI, prometteva ai Comuni, l’integrazione per la mancanza di queste risorse con fondi statali. Ma questa integrazione, deve essere fatta contestualmente, non con tempi biblici, altrimenti altro che risparmio per i cittadini, non vorremmo che i Comuni siano poi costretti ad aumentare le tasse locali, per poter sopperire alla suddetta mancanza di fondi.
2) In troppi Comuni, case che appartengono alla categoria A1, A8, A9, sono invece state dichiarate come normali case, ovviamente la verifica di ciò spetterebbe al Catasto, ma ben sapendo come funziona, almeno la funzione d’accertamento andrebbe passata in gestione ai Comuni. Non sarebbe giusto, che chi ha una villa, dichiarata come catapecchia, venga esonerato dal pagamento dell’ICI, come al solito a discapito della povera gente.

 

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